
Non so quando lei arriverà, e dove la incontrerò ancora, ma l'aspetto. Cammino per le vie di questa città aspettando e guardando.
Cammino lungo la Riva, salgo a piedi attraverso la galleria Sandrinelli su fino a San Giusto, ridiscendendo lentamente per la via Capitolina, passo davanti all'albergo dove tanti anni fa avevo appuntamento con lei: ma non mi sembrano tanti anni, mi sembra poco tempo, so che posso aspettare ancora, perchè lei certamente un giorno arriverà, anche se non confido a nessuno questa mia certezza. Chi può dirmi, chi può provarmi che lei non arriverà mai? Nessuno. E in questa città che aspetta, aspetto anch'io. Ho un appuntamento, e un giorno o l'altro io la rivedrò.
Nessuno può dirmi che non è vero.
Questo pezzo è il finale del libro "Appuntameno a Trieste" di Giorgio Scerbanenco. Un giallo del 1953 che, in realtà, è più una storia d'amore. E queste ultime frasi mi hanno toccato, ho sentito un fremito, la magia di questa città che non conosco, se non per essere la città dove nacque mio padre, e l'Amore che si aggira fra le righe e gli angoli delle strade. L'ho sentito e lo sento nel mio cuore ed ho pensato che condividerlo è un po' farlo vivere...
(la splendida foto dei tetti di Trieste è di Fil.ippo su Flickr).