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Qualche cenno sulla samatha
Innerbreathing
samathaLa śamatha è  una delle pratiche meditative del buddismo e si basa, fondamentalmente, su respiro ed attenzione. Infatti, essendo corpo e mente non separati, ma interconnessi, è necessario che il nostro corpo sia incluso nelle pratiche meditative personali.


Ho pensato di accennarvi a tale pratica perchè si basa molto sul respiro e trovo che possa essere interessante per tutti quelli che col respiro lavorano. Anche la Vipassana, di cui ho parlato in alcuni articoli, si basa sull'attenzione ed il respiro, ma secondo alcuni maestri ci sarebbe una sottile differenza fra le due pratiche.

  • Nella Vipassana la presenza mentale si esplicherebbe, attimo dopo attimo e senza alcun giudizio, nell'essere coscienti di qualunque pensiero affiori alla nostra coscienza mentale.
  • Nella śamatha la presenza mentale viene, invece, messa in pratica attraverso la concentrazione costante su di un oggetto che sia familiare al praticante.
Inspirando a lungo, so che sto inspirando a lungo. Espirando a lungo, so che sto espirando a lungo. Inspirando per breve tempo, so che sto inspirando per breve tempo. Espirando per breve tempo, so di espirare per breve tempo. Così ci si addestra: "Inspirerò, percependo tutto il mio corpo. Esdpirerò, percependo tutto il mio corpo. Inspirerò, calmando la sfera corporea. Espirerò, calmando gli aggregati del corpo".¹

 

Qual è la cosa che rende interessante la śamatha ad un praticante di Innerbreathing o di Rebirthing? Proprio l'attenzione e la presenza mentale che vengono allenati in questa tecnica. Non mi stanco mai di ripetere a tutti quelli che studiano il respiro, e lo praticano con le sedute di respirazione cosciente, che essere presenti mentalmente durante una sessione è una cosa fondamentale. Molti tendono a perdersi nei meandri dei pensieri che affiorano, nelgi intrecci delle emozioni e delle sensazioni che, come un film, ci avviluppano ed aprono le porte della nostra emotività. Spesso si pensa che il fondersi con queste sensazioni sia tutt'uno con la risoluzione dei blocchi ed esse collegati. Invece è importante restare cosciente, centrati nella propria presenza mentale e nel respiro e, seguendone il ritmo, attraversare queste contrade cariche di emotività che si aprono all'orizzonte quando ci sdraiamo per iniziare una sessione di respiro. La śamatha può aiutare lo studente in questo, favorendone la capacità di attraversare la seduta centrato su di sè.

Per un approfondimento delle tecniche di śamatha, vi rimando alla recensione de "La rivoluzione dell'attenzione" di B. Alan Wallace che posterò nei prossimi giorni.

 



Nota: ¹ Dall'Ānāpānasati sutta (traduzione di B. Alan Wallace).
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